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San Martino, caos infermieri A tempo pieno solo uno su due

17 Mar 2010 - 7:18
Soltanto un infermiere su due lavora a tempo pieno ed ogni anno, in media, è costretto ad accumulare non meno di cento ore di straordinario. E dal 2005 l´azienda San Martino non è in condizioni di aggiornare gli organici, bloccati dalle diverse leggi finanziarie. Tanto che adesso l´ospedale ai suoi infermieri chiede la "pronta reperibilità", cioè la disponibilità a essere richiamati in servizio in qualunque ora e giorno della settimana.

La richiesta scatena le contestazioni dei sindacati di categoria, che prima di ogni altra cosa chiedono nuove assunzioni: «Siamo al collasso - dice Leonardo Lenzi, della Fials - ci sono reparti in cui ormai non si assicura più l´assistenza, appunto per la carenza di infermieri e si tampona invece con gli straordinari».
Il sindacato autonomo (con i suoi 300 iscritti è diventato il più rappresentativo dentro il "San Martino") fa parlare i numeri: sulla pianta organica gli infermieri sono circa 1900. Di questi, però, 338 da anni sono passati al part-time, sia orizzontale (metà orario di servizio), sia verticale (tre giorni la settimana); più di 210 usufruiscono della legge 104, cioè dei tre giorni di permessi retribuiti al mese, per assistere handicappati o ammalati gravi; trecento sono in maternità ed altri 25 in aspettativa. A questi vanno aggiunti tutti coloro che la commissione di Medicina del Lavoro ha dichiarato non idonei a lavorare nei reparti: sono utilizzati come amministrativi o tecnici, comunque fuori dalle corsie ospedaliere. «Complessivamente sono 966, la metà, quelli che per un verso o per l´altro non possono fare gli straordinari - spiega Lenzi - e, peraltro, non possono essere sostituiti».

Una emergenza che rischia di far crollare tutto l´apparato assistenziale, e recentemente, in più di una occasione, avrebbe messo a dura prova alcuni reparti, cioè quelli dove si verificano le maggiori carenze. C´è di più: nella pianta organica mancherebbero più di 150 infermieri. «Inoltre - sottolineano i sindacalisti - abbiamo meno assunzioni di personale rispetto a quello che va via, sia in pensione che in mobilità, e che si licenzia definitivamente».

Una situazione critica. Da diversi anni. Tanto che nel recente passato l´azienda ospedaliera ha chiesto un certo numero di deroghe, inoltrate all´assessorato regionale alla Sanità, che però, in grande difficoltà finanziaria, le ha bloccate. «Non possiamo superare l´1,4 per cento di spesa rispetto al 2007 - ha spiegato negli scorsi mesi Roberto Murgia, segretario generale in Regione - anche perché siamo in regime di affiancamento, controllati dal Governo per evitare il commissariamento».

Anche se, stando a quanto assicura Murgia, su tutto il territorio regionale nello scorso anno sono state autorizzate 1016 nuove assunzioni.
Il direttore generale, Mauro Barabino, corre ai ripari, cerca di applicare un nuovo regolamento sulla pronta reperibilità. In proposito, ieri, i rappresentanti sindacali si sono riuniti con il direttore amministrativo, Roberta Serena, e il direttore del Dipartimento Aziendale Professioni Sanitarie (il settore che comprende gli infermieri).

Fino a tarda sera si è cercata una soluzione e sul tavolo della trattativa è stato portato il carteggio delle ore di straordinario conteggiate nel 2009. Stando alle cifre fornite dalla Fials, i 900 infermieri avrebbero effettuato 89.834 ore oltre il loro normale orario di servizio. Quasi 62 mila sono state retribuite, mentre più di 28 mila sono state accantonate, cioè non sono ancora pagate.
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